Calcolo delle plusvalenze e opzioni
- Introduzione e normativa di riferimento
- Definizione di plusvalenza
- Casi fiscalmente rilevanti
- Metodo di valutazione: LIFO
- Esempi di calcolo con metodo LIFO
- Plusvalenze globali o per gruppo wallet
- Situazione ante Legge di bilancio 2023
- Funzione “RT & Analisi P&L”
- Note importanti
- Bibliografia
Introduzione e normativa di riferimento
Il calcolo delle plusvalenze derivanti da operazioni su criptovalute in Italia è regolato principalmente dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), in particolare dagli articoli 67 e 68, che trattano i redditi diversi.
Le plusvalenze generate dalla compravendita di cripto-attività sono soggette a tassazione, ma fino al 2022 venivano equiparate a valute estere (per approfondimenti si rimanda alla circolare 30/E dell’Agenzia delle Entrate del 27/10/2023).
Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2023 (commi dal 126 al 146) è stato introdotto un quadro normativo più chiaro, che tra le altre cose include:
- la definizione di cripto-attività, ovvero “rappresentazione digitale di valore o di diritti che possono essere trasferiti e memorizzati elettronicamente, utilizzando la tecnologia di registro distribuito o una tecnologia analoga”;
- la definizione di cosa concorre alla realizzazione delle plusvalenze, ovvero i proventi realizzati mediante rimborso, cessione a titolo oneroso, permuta o detenzione;
- la non rilevanza fiscale degli scambi tra cripto-attività aventi eguali caratteristiche e funzioni;
- una soglia di esenzione annuale per le plusvalenze inferiori a 2.000 €.
Successivamente, con la Legge di Bilancio 2025 (commi dal 23 al 29), la soglia dei 2.000 € è stata abolita a partire dall’anno fiscale 2025.
Definizione di plusvalenza
La plusvalenza è la differenza positiva tra:
- il prezzo di vendita delle cripto-attività;
- il prezzo di acquisto, ovvero il valore di carico.
Se la differenza è negativa si parla di minusvalenza.
NB — nel programma le minusvalenze si trovano molto spesso sotto la voce Plusvalenze, ma con importo negativo.
Formula generale:
Plusvalenza = prezzo di vendita − prezzo di acquisto
Casi fiscalmente rilevanti
Facendo riferimento alla normativa, sono considerate fiscalmente rilevanti le operazioni che comportano:
Conversione di cripto-attività in valuta fiat
Cessione a titolo oneroso: è sempre rilevante.
Scambio tra cripto-attività aventi diverse caratteristiche e funzioni (permuta)
Come si evince dalla circolare 30/E dell’Agenzia delle Entrate, per ora gli scambi rilevanti sono quelli tra queste tre categorie disomogenee: E-Money Token, NFT e criptovalute “generiche”.
Sono quindi fiscalmente rilevanti:
- E-Money ↔ NFT
- E-Money ↔ crypto “generiche”
- NFT ↔ crypto “generiche”
Non sono invece rilevanti gli scambi tra cripto-attività dello stesso tipo:
- NFT ↔ NFT
- E-Money ↔ E-Money
- crypto “generiche” ↔ crypto “generiche”
Il problema sta nella definizione di E-Money Token. Nella circolare 30/E l’Agenzia delle Entrate fa riferimento al MiCA e divide le stablecoin in due categorie, E-Money Token (EMT) e Asset-Referenced Token (ART), dove:
- per e-money token si intende un tipo di cripto-attività che mira a mantenere un valore stabile facendo riferimento al valore di una valuta ufficiale;
- per asset-referenced token si intende un tipo di cripto-attività che non è un token di moneta elettronica e che mira a mantenere un valore stabile facendo riferimento a un altro valore o diritto, o a una combinazione dei due, comprese una o più valute ufficiali.
Leggendo la definizione pare che le stablecoin legate a moneta fiat siano classificabili come EMT, ma è anche vero che per essere EMT secondo la normativa MiCA una cripto-attività deve rispettare determinati requisiti e ottenere apposite licenze (anche per essere ART autorizzate a operare in UE servono determinati requisiti). A questo punto ci sono due scuole di pensiero.
Solo le stablecoin MiCA compliant sono EMT a tutti gli effetti (ad esempio USDC a partire dal 1° luglio 2024). Opinioni a favore: CryptoBooks, Koinly, Blockpit.io.
Quasi tutte le stablecoin legate a moneta fiat sono da considerarsi EMT, con alcune eccezioni. Opinioni a favore: Studio Tibaldo, FAQ Cripto Attività FinanzaOnline, Studio Teruzzi, Agendadigitale.eu, The Crypto Gateway, Filippo Angeloni.
Proprio per questo il programma lascia scegliere all’utente cosa considerare EMT e da quando. Le impostazioni si trovano in Opzioni – E-Money Token.

Sopra, un esempio di configurazione in cui si ritiene che solo USDC, e solo a partire dalla data in cui ha acquisito la licenza (1° luglio 2024), sia da considerarsi EMT.
NB — di default la tabella è vuota: va quindi compilata autonomamente.
Acquisto di beni o servizi utilizzando cripto-attività
Cessione a titolo oneroso.
NB — il programma considera le commissioni applicate dagli exchange o in DeFi alla stregua dell’acquisto di un servizio: ne viene quindi calcolata la plusvalenza.
Rimborso
Nel contesto delle cripto-attività il termine “rimborso” si riferisce alla situazione in cui il titolare riceve un pagamento o una restituzione di valore a fronte della cessazione o liquidazione di quella specifica attività. Può avvenire, ad esempio:
- stablecoin o token con valore garantito: alcune cripto-attività garantite da riserve (USDC, USDT) possono prevedere la restituzione del token in cambio della somma equivalente nella valuta sottostante;
- liquidazione di un fondo o progetto: i partecipanti possono ricevere un rimborso proporzionale del valore residuo delle attività.
I prestiti (borrowing) sono gestiti dal programma tramite le apposite voci di classificazione dei depositi e dei prelievi — ricezione dei fondi, messa a collaterale, sblocco del collaterale e liquidazione forzata: vedi Classificazione dei movimenti. Restano invece non gestiti i derivati e i futures, che seguono altre regole.
Proventi da detenzione
I guadagni derivanti da strumenti come staking, earn, interessi su prestiti di criptovalute e altre forme di reddito passivo sono considerati fiscalmente rilevanti: il provento è tassato come reddito diverso al momento della percezione. Alcune precisazioni:
- gli airdrop, a differenza di staking ed earn, non sempre sono classificabili come proventi da detenzione: molto spesso vengono erogati a fronte di azioni effettuate e non per il semplice fatto di detenere determinati asset;
- il cashback si può vedere in più modi:
- è un provento da detenzione, in quanto spesso richiede il blocco di fondi per poterne usufruire;
- non è un provento da detenzione, perché non è il mero possesso di un asset a determinare la ricompensa, che scaturisce invece dall’acquisto di un bene o servizio. In questo secondo caso ci sono due ulteriori possibilità: vedere il cashback come una sorta di sconto, e quindi caricare il provento con costo di carico pari al prezzo di mercato, oppure caricarlo a costo zero. L’ipotesi dello sconto era stata prospettata dall’Agenzia delle Entrate nell’ interpello 338/2021, che però riguardava il cashback in euro: non è detto si possa applicare anche alle cripto-attività.
Viste le molteplici possibilità, in Opzioni – Opzioni Rewards è possibile indicare cosa considerare o meno provento da detenzione in base alle proprie valutazioni.

Nella tabella qui sopra, ad esempio, si è scelto che airdrop e cashback non sono da considerarsi proventi da detenzione e verranno quindi caricati a costo di carico zero.
NB — per il cashback non è attualmente prevista l’opzione di caricarlo a prezzo di mercato senza che questo produca plusvalenza.
Metodo di valutazione: LIFO
Il metodo LIFO (Last In, First Out) è utilizzato per determinare il prezzo di acquisto delle criptovalute vendute: si considera venduta per prima l’ultima unità di criptovaluta acquistata.
Esempi di calcolo con metodo LIFO
Gli esempi che seguono sono in ordine di complessità e cercano di coprire un po’ tutte le casistiche.
Esempio 1 – Compravendita BTC
- Acquisto di 1 BTC a 20.000 € il 1° gennaio.
- Acquisto di 1 BTC a 25.000 € il 1° marzo.
- Vendita di 1 BTC a 30.000 € il 1° maggio.
Al punto 3 si considera venduto il BTC acquistato il 1° marzo a 25.000 €:
Plusvalenza = 30.000 € − 25.000 € = 5.000 €
Esempio 2 – Compravendita BTC con frazioni di vendita
- Acquisto di 1 BTC a 20.000 € il 1° gennaio.
- Acquisto di 1 BTC a 40.000 € il 1° marzo.
- Vendita di 1,5 BTC a 60.000 € il 1° maggio.
Al punto 3 il costo di carico di 1,5 BTC è dato dal costo di 1 BTC del 1° marzo più quello di 0,5 BTC del 1° gennaio: 40.000 € + 10.000 € = 50.000 €.
Plusvalenza = 60.000 € − 50.000 € = 10.000 €
Esempio 3 – Scambio tra cripto omogenee e successiva vendita
- Acquisto di 1 BTC a 20.000 € il 1° gennaio.
- Vendita di 1 BTC per 10 ETH il 1° marzo.
- Vendita di 1 ETH a 3.000 € il 1° maggio.
Al punto 2 termina la detenzione di 1 BTC con costo di carico 20.000 € e inizia quella di 10 ETH, che si portano dietro lo stesso costo di carico: il costo unitario per ETH è quindi 2.000 €.
Al punto 3: Plusvalenza = 3.000 € − 2.000 € = 1.000 €
Esempio 4 – Successivi scambi e vendite di cripto omogenee
- Acquisto di 1 BTC a 20.000 € il 1° gennaio.
- Acquisto di 1 BTC a 30.000 € il 1° marzo.
- Vendita di 2 BTC per 10 ETH il 1° aprile.
- Acquisto di 1 ETH per 3.000 € il 1° maggio.
- Vendita di 2 ETH a 9.000 € il 1° giugno.
Al punto 3 il costo di carico dei 10 ETH è 30.000 € + 20.000 € = 50.000 €, quindi 5.000 € per ETH.
Al punto 5 il costo di carico dei 2 ETH venduti è 3.000 € (ETH del 1° maggio) + 5.000 € (uno degli ETH del 1° aprile) = 8.000 €.
Plusvalenza = 9.000 € − 8.000 € = 1.000 €
NB — non tutti i software si comportano allo stesso modo in questo caso particolare. La maggioranza, Giacenze Crypto compreso, applica il sistema appena descritto; altri potrebbero invece caricare al punto 3 cinque ETH a 6.000 € (30.000/5) e altri cinque a 4.000 € (20.000/5), ottenendo — a seconda dell’ordine nello stack — una plusvalenza di 0 € oppure di 2.000 €.
Esempio 5 – Compravendita NFT
- Acquisto di 1 BTC a 20.000 € il 1° gennaio.
- Acquisto di 1 BTC a 30.000 € il 1° marzo.
- Vendita di 0,5 BTC per 1 NFT il 1° aprile, al controvalore di 20.000 €.
- Vendita di quell’NFT a 18.000 € il 1° giugno.
Al punto 3 si calcola una prima plusvalenza per i 0,5 BTC ceduti (scambio tra cripto-attività con diverse caratteristiche e funzioni): 20.000 € − 15.000 € = 5.000 €. Il valore della transazione diventa inoltre il costo di carico dell’NFT, ovvero 20.000 €.
Al punto 4: 18.000 € − 20.000 € = −2.000 €.
La plusvalenza totale di fine anno è quindi 3.000 €.
Esempio 6 – Proventi da staking
- Acquisto di 10 ETH a 30.000 € il 1° gennaio.
- Ricezione di 0,1 ETH come provento da staking, con prezzo pari a 300 €, il 1° marzo.
- Vendita di 0,1 ETH a 200 € il 1° giugno.
Al punto 2 si calcola una plusvalenza immediata di 300 € (provento da detenzione); quei 300 € diventano il nuovo costo di carico dei 0,1 ETH ricevuti.
Al punto 3: 200 € − 300 € = −100 €.
La plusvalenza totale di fine anno è quindi 200 €.
Plusvalenze globali o per gruppo wallet
Calcoli globali
Generalmente la plusvalenza viene calcolata considerando tutti i wallet come un’unica entità. Ad esempio:
- 01/01 compro 1 BTC sul wallet 1 per 10.000 €;
- 01/02 compro 1 BTC sul wallet 2 per 20.000 €;
- 01/03 vendo 1 BTC sul wallet 1 per 30.000 €.
Il LIFO si applica come se tutto fosse avvenuto sullo stesso wallet: la plusvalenza è quindi di 10.000 €.
Calcoli per gruppo wallet
Il programma prevede anche la possibilità di applicare il LIFO per gruppo di wallet. Servono due operazioni.
Abilitare in Opzioni – Opzioni di calcolo la relativa spunta:

In Opzioni – Gruppi Wallet Crypto spostare i vari wallet nel gruppo desiderato:

Supponendo di mettere Binance nel Gruppo 1 e Crypto.com nel Gruppo 2, l’esempio precedente diventa:
- 01/01 compro 1 BTC su Binance (Gruppo 1) per 10.000 €;
- 01/02 compro 1 BTC su Crypto.com (Gruppo 2) per 20.000 €;
- 01/03 vendo 1 BTC su Binance (Gruppo 1) per 30.000 €.
In questo caso la plusvalenza calcolata è di 20.000 € (30.000 € − 10.000 €), perché i wallet appartenenti al Gruppo 1 possono vendere solo cripto appartenute allo stesso gruppo.
Trasferimenti tra wallet di proprietà
Con calcolo globale i trasferimenti tra wallet di proprietà non vengono presi in considerazione: sono completamente trasparenti.
Con calcolo per gruppo wallet il costo di carico della moneta uscita dal wallet di origine viene trasferito su quello di destinazione (un po’ come succede con gli scambi non rilevanti). Esempio:
- 01/01 compro 1 BTC sul Gruppo 2 per 10.000 €;
- 01/02 compro 1 BTC sul Gruppo 1 per 20.000 €;
- 01/03 sposto 1 BTC dal Gruppo 2 al Gruppo 1;
- 01/04 vendo 1 BTC sul Gruppo 1 per 30.000 €.
Il 01/03 viene caricato 1 BTC sul Gruppo 1 con costo di carico pari all’acquisto del 01/01, ovvero 10.000 €: la posizione viene chiusa sul Gruppo 2 e aperta sul Gruppo 1, esattamente come avviene per gli scambi non rilevanti. Il 01/04 si realizza quindi una plusvalenza di 20.000 €.
Situazione ante Legge di bilancio 2023
Scambi cripto-cripto
Fino al 31/12/2022 le criptovalute erano equiparate a valute estere. Secondo il comma 1-ter dell’articolo 67 del TUIR:
Le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di valute estere rivenienti da depositi e conti correnti concorrono a formare il reddito a condizione che nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi e conti correnti complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio del periodo di riferimento, sia superiore a cento milioni di lire (51.645,69 euro) per almeno sette giorni lavorativi continui.
La circolare 30/E aggiunge che:
Applicando tali principi alle cripto-valute, consegue che cessioni a “termine” di tali attività rilevano sempre fiscalmente, mentre le cessioni a “pronti” generalmente non danno origine a redditi imponibili mancando la finalità speculativa, salva l’ipotesi in cui la valuta ceduta derivi da prelievi da wallet, per i quali la giacenza media superi un controvalore di euro 51.645,69 per almeno sette giorni lavorativi continui nel periodo d’imposta.
e precisa inoltre che “il trasferimento da una tipologia di wallet ad un’altra di proprietà del medesimo contribuente non costituisce una fattispecie fiscalmente rilevante”, indicando anche il LIFO come metodo di calcolo.
Chiarimenti operativi:
- la cessione a pronti corrisponde a uno scambio spot;
- la cessione a termine si riferisce, ad esempio, a operazioni con futures e derivati.
Questo significa che la tassazione sulle plusvalenze derivanti dallo scambio o dalla vendita a pronti di criptovalute era applicata solo se la giacenza media, valorizzata al prezzo di inizio anno, superava la soglia di 51.645,69 € per sette giorni consecutivi nell’arco dell’anno fiscale. Gli scambi sotto soglia generavano comunque plusvalenza, che semplicemente non concorreva alla formazione del reddito imponibile.
NB — se si hanno movimentazioni antecedenti al 2023 è necessario verificare la relativa opzione in Opzioni – Opzioni di calcolo.

Questo permette di adeguare il comportamento del software alle regole appena descritte e di portarsi dietro i costi di carico corretti negli anni successivi. Dalla versione 1.0.31 l’opzione è attiva per impostazione predefinita.
L’opzione resta comunque disattivabile perché in questo documento c’è un passaggio non chiaro, ovvero “questo superamento (della soglia dei 51K) fa diventare fiscalmente rilevante tutti gli altri scambi effettuati in tutti i wallet del contribuente nell’anno fiscale di riferimento”. Dalle ricerche svolte sembrerebbe invece che diventino rilevanti i guadagni derivanti da questi scambi, non gli scambi stessi. Chi ritiene che gli scambi cripto-cripto non vadano considerati rilevanti neanche ante Legge di bilancio può quindi togliere la spunta.
Staking e altre rendite passive
Sui proventi da staking l’Agenzia delle Entrate si esprime così:
Dette remunerazioni, se percepite da soggetti residenti senza l’intervento di una società italiana che ha applicato la ritenuta a titolo d’acconto, devono essere indicate in dichiarazione nella medesima Sezione I-A “Redditi di capitale” del Quadro RL del Modello Redditi 2023.
In sostanza generavano reddito esattamente come succede ora, ma andavano inserite in un quadro diverso. L’Agenzia non specifica però se anche le altre forme di rendita passiva debbano essere trattate allo stesso modo.
Nella confusione precedente all’avvento della nuova normativa molti preferivano caricare questo tipo di provento a costo di carico zero, valutando l’eventuale tassazione in fase di vendita. Per seguire questa interpretazione il programma prevede la seguente opzione, sempre in Opzioni – Opzioni di calcolo:

Se l’opzione non viene attivata, il programma applica anche agli anni precedenti le impostazioni valide dal 2023, seguendo quindi le regole impostate in Opzioni – Opzioni Rewards.
Funzione “RT & Analisi P&L”
La funzione, presente nella sezione Analisi Crypto, permette di vedere le plusvalenze realizzate e quelle latenti nei vari anni, e fornisce un’analisi token per token della composizione delle plusvalenze latenti.
Plusvalenza latente e realizzata. La plusvalenza latente indica un incremento di valore non ancora realizzato attraverso una vendita o una cessione: se compro 1 BTC a inizio anno per 10.000 € e a fine anno vale 100.000 €, ho una plusvalenza latente di 90.000 €. Non è tassabile: è solo un’indicazione di quanto si potrebbe realizzare vendendo in quel momento. La plusvalenza diventa realizzata nel momento in cui la vendita genera un evento fiscalmente rilevante.

Premendo Calcola il programma analizza le plusvalenze dei vari anni. Sono presenti tre tabelle.
Tabella 1 — per ogni anno vengono indicati la plusvalenza realizzata, quella latente e il totale del valore di tutti i wallet al 31/12. Si ricorda che plusvalenza latente totale = valore di fine anno − totale dei costi di carico. Per quanto riguarda il valore di fine anno, tenere presente che non tutti i token potrebbero essere stati valorizzati: guardare la Tabella 2 per il dettaglio e assegnare un prezzo alla moneta.
Tabella 2 — selezionando una riga della Tabella 1 compare la composizione dei wallet token per token per l’anno selezionato (e, se è attivo il calcolo per gruppo wallet, gruppo per gruppo). Anche qui si vedono plusvalenze e minusvalenze, realizzate e latenti, e le rimanenze di fine anno. Nella colonna Errori vengono segnalati i token a cui il programma non è riuscito ad assegnare un prezzo: per sistemare l’anomalia selezionare la riga e premere Modifica prezzo di fine anno, inserendo il valore in euro dell’intero ammontare dei token posseduti (vanno corretti i token con segnalazione di errore, non quelli valorizzati a 0,00). Nella stessa colonna vengono segnalate anche le giacenze negative, correggibili con Modifica Giacenza: si viene reindirizzati alla funzione Giacenze a Data, dove è possibile creare un movimento correttivo.
Tabella 3 — viene popolata selezionando un token dalla Tabella 2 e mostra la composizione dello stack LIFO per quel token fino a fine anno (o, se è selezionato l’anno corrente, fino alla data attuale). Supponendo questa situazione:
- 2023-01-01 compro 100 CRO per 10 €;
- 2023-02-01 compro 50 CRO per 15 €;
- 2023-03-01 compro 200 CRO per 220 €;
- a fine anno 1 CRO vale 1 €.
lo stack LIFO mostrato a fine anno sarà:
| Data ultimo acquisto | Moneta | Wallet | Qtà | Costo di carico totale | Prezzo di fine anno | Plusvalenza latente | Qtà progressiva | Plusvalenza latente progressiva |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 2023-03-01 | CRO | Globale | 200 | 220 | 200 | −20 | 200 | −20 |
| 2023-02-01 | CRO | Globale | 50 | 15 | 50 | 35 | 250 | 15 |
| 2023-01-01 | CRO | Globale | 100 | 10 | 100 | 90 | 350 | 105 |
La tabella rappresenta la totalità dei token posseduti, in ordine, a partire dall’ultimo entrato: è esattamente l’ordine che il programma utilizzerà per il calcolo delle plusvalenze in caso di vendita. Dall’esempio si capisce che vendendo tutti i 350 token si genererebbe una plusvalenza di 105 €, mentre vendendone soltanto 200 si genererebbe una minusvalenza di 20 € — un’informazione utile per un’eventuale pianificazione fiscale.
Note importanti
Affinché i calcoli risultino corretti è necessario:
- correggere tutti gli errori che si presentano nella schermata principale del programma;
- caricare tutte le movimentazioni cripto di tutti i wallet posseduti fin dal primo possesso: non è sufficiente caricare i dati del solo anno fiscale di interesse;
- controllare le giacenze di fine anno con gli screenshot degli exchange e sistemare le anomalie;
- leggere la documentazione e selezionare le opzioni adeguate secondo la propria interpretazione e la propria propensione al rischio.
Si ricorda inoltre che:
- non sono gestiti derivati, futures e simili, perché seguono altre regole;
- quanto scritto in questa documentazione, così come il funzionamento del programma, è frutto di ricerche e di un’interpretazione personale, quindi soggetto a possibili errori.
Bibliografia
Leggi e circolari
Interpretazioni omnicomprensive
Interpretazioni specifiche sulle stablecoin (questione E-Money Token)
Giacenze Crypto